REI, una misura per contrastare le povertà

Dal 1 dicembre entra in vigore il Reddito di Inclusione (REI), la nuova misura permanente di contrasto alla povertà. Si tratta di uno strumento strutturale che potrà riguardare, dopo luglio, quando il REI entrerà a regime, una platea di 700mila famiglie, circa 2,5 milioni di italiani.  Si tratta di una misura fondamentale per combattere le gravi povertà che avviliscono tante famiglie italiane e che nasce dalla legge delega sulle povertà n° 33-2017. Il contributo, se la Camera licenzierà senza modifiche quanto già deciso al Senato, potrà variare dai 534 euro per nucleo familiare (al mese per famiglie di 5 o più componenti) ai 187,50 euro a persona e sarà erogato con una carta prepagata. Credo sia utile che i nostri circoli PD, i nostri consiglieri comunali e tutti gli amministratori locali informino i cittadini e contribuiscano a diffondere questa nuova misura. Ecco come funziona.

Cos'è il REI
Il Rei è un beneficio economico condizionato all'adesione a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa. Viene riconosciuto ai nuclei familiari che hanno un Isee non superiore a 6mila euro e un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20mila euro. Lo strumento è compatibile con un'attività lavorativa (fermi restando i requisiti economici), ma non con la percezione della Naspi (la Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego) o di altri ammortizzatori sociali per la disoccupazione involontaria. 

I requisiti
Possono accedere al Rei i cittadini comunitari o extracomunitari con permesso di lungo soggiorno, residenti in Italia da almeno due anni continuativi al momento della domanda. In sede di prima applicazione si partirà dalle famiglie che hanno almeno un minore, o una donna in stato di gravidanza accertata (ma il Reipotrà in questo caso essere chiesto non prima di quattro mesi dalla data di parto presunta),o disabili o persone over 55 disoccupate. I beneficiari stimati di questa prima fase (dal 1 dicembre al 30 giugno 2018) sono circa 660mila nuclei familiari,di cui 550mila con figli minori.

Tetto massimo di 534 euro per nucleo familiare
Il beneficio può arrivare al massimo a 187,5 euro per una persona sola e fino a 534 euro per un nucleo di 5 o più persone. Il reddito viene erogato per 12 mensilità l'anno e può durare al massimo 18 mesi. Sarà necessario che trascorrano almeno 6 mesi dall'ultima erogazione prima di poterlo richiedere di nuovo (per un massimo di altri 12 mesi). Il tetto è legato a quello dell'assegno sociale per gli over 65 senza reddito.

Un progetto personalizzato
Il ReI, e questa è una novità interessante, si concentrerà sull'occupabilità della persona che lo chiede, guardando alla sua situazione complessiva e dando vita a un "progetto personalizzato" per il superamento della condizione di povertà. Il beneficio economico verrà decurtato o sospeso nel caso i componenti della famiglia sostenuta non si presentino alle convocazioni. Aiutare una famiglia in crisi, non significa solo farle la beneficienza, occorre invece aiutarla a rialzarsi e a camminare con le proprie gambe!

Erogato con carta prepagata
Il nucleo familiare che avrà diritto al beneficio avrà una Carta di pagamento elettronica (Carta Rei), simile a una prepagata. La Carta potrà essere usata, per metà dell'importo, anche per fare prelievi di contanti. 

Le risorse messe in campo
La legge di Bilancio 2018, in fase di discussione in Parlamento, prevede come accennato prima che il REI diventi, dal luglio 2018, universale. Le risorse messe in campo, gestite dal Fondo di contrasto alle povertà, sono notevoli: 2 miliardi per il 2018, 2,5 miliardi nel 2019 e 2,7 miliardi dal 2020. (Roma, 4 dicembre 2017)

Per maggiori dettagli vi allego le slides e il volantino sul REI